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La storia del brodetto alla giuliese: u mucc'gn e la marineria

Il brodetto alla giuliese nasce in mare. I pescatori di Giulianova, al rientro dalla settimana di pesca, ricevevano in regalo dall’armatore una cassetta del pesce meno pregiato — quello che al mercato non si vendeva, troppo piccolo, troppo strano, troppo poco “nobile”. A Giulianova lo chiamavano “u mucc’gn”.

Era cucina povera, ma non per questo improvvisata. Quel pesce, in casa, diventava il piatto della domenica: una zuppa fitta, profumata, da scarpetta col pane abbrustolito. Una ricetta nata sull’Adriatico, codificata nei tegami di alluminio delle case giuliesi e tramandata di generazione in generazione.

Le origini

Le testimonianze del brodetto giuliese vengono dalla memoria orale dei pescatori e dei loro discendenti. La nostra costa — l’Adriatico abruzzese — è punteggiata di marinerie, ognuna con la sua zuppa di pesce. Vasto, San Benedetto, Termoli, Fano, Ancona: ogni porto ha la propria interpretazione. Ma quella giuliese ha tratti inconfondibili.

A Giulianova si cucina nel tegame di alluminio, non nel coccio. Si profuma con aglio in olio extravergine d’Abruzzo, peperone verde, pomodoro verde fresco a cubetti ed eventualmente passata di pomodoro. Si sfuma con vino bianco, mai con aceto. Il risultato non è brodoso come un caciucco: è un sugo denso, intenso, in cui il pesce mantiene la sua forma.

Pe lu posc’ e pe li fuj, c va n u sacch d uj.

Per il pesce e per le erbe — dicevano i pescatori — ci vuole un sacco d’olio.

I pesci del brodetto

Una quindicina di specie compongono il brodetto giuliese. Ogni pesce ha la sua collocazione nel tegame: prima i più duri, che hanno bisogno di una cottura più lunga, poi quelli morbidi e delicati. Mai sovrapposti.

Dialetto giulieseItaliano
Le socc’Seppie
Li rusciul’Triglie
La bara’ccul’Razza
Lu rosp’Rana pescatrice
Lu ragnu’l’Tracina
Li stracciavocch’Panocchie (canocchie)
La vocch’nca’p’Pesce prete
La mazz’l’nGallinella
La scarp’nScorfano
Lu palomb’Palombo
Li rusciul’Triglie
Lu merl’cc’Merluzzo
La sfojieSogliola
Lu scamb’Scampo

La memoria che custodisce il piatto

Il Magistero del Brodetto alla Giuliese nasce per restituire al piatto la sua identità: non per imporre regole rigide ai cuochi, ma perché chi serve un brodetto “alla giuliese” sappia cosa significa quel nome — e i pescatori, le cuoche e gli anziani che lo hanno tramandato siano riconosciuti come custodi di una memoria viva.

Difendere il brodetto significa difendere Giulianova: la sua marineria, i suoi dialetti, le sue domeniche.